Il disseccarsi dei rami
Gridai, mentre la luna agli uccelli mormorava:"Il chiurlo
Urli e la pavoncella chiami quando vogliono, ho sete
Delle vostre pietose parole gaie e tenere, perchè le strade
Non hanno fine, e non c'è luogo adatto alla mia mente."
La luna pallida color di miele giaceva bassa sopra il colle in sonno.
E io mi addormentai sopra l'Echtge solitario dei ruscelli.
Nessun ramo è inaridito per il vento invernale,
i rami sono inariditi perché ho raccontato loro i miei sogni.
Io conosco i sentieri di foglie che le streghe seguono, quando
Vengono con le corone di perle e coi fusi di lana,
e con il loro segreto sorriso dalle profondità del lago, conosco
il luogo in cui galleggia una luna offuscata, dove le fate
tessono e stessono le loro danze quando la luce diviene fredda
sulle radure dell'isola, posando i piedi dove splende la pallida schiuma.
Nessun ramo è inaridito per il vento invernale,
i rami sono inariditi perché ho raccontato loro i miei sogni.
Conosco il paese assonnato, là dove i cigni volano in tondo
Coppia a coppia legati con catene d'oro, e mentre volano cantano.
Un re e una regina qui vanno vagando, e il suono di quel canto
Li ha resi così disperati e felici, così sordi e ciechi
Per la saggezza, che vacheranno qui fino alla fine dei tempi,
lo so, e così pure pavoncella e chiurlo sull'Echtge dei ruscelli.
Nessun ramo è inaridito per il vento invernale,
i rami sono inariditi perché ho raccontato loro i miei sogni.
William Butler Yeats
